X

E-Mail: simet@simet-torino.it • Phone: +39 011 4531138 • Fax: +39 011 455 84 34

Mercedes Benz 230C w123

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (1 voti, media: 4,00 di 5)
Loading...

Storia di una fantastica Mercedes Benz Coupé C w123

fabbrica mercedes benz con logo in vista

Oggi è  il nostro carissimo amico Antonio, a raccontarci la storia del suo grande amore per la Coupé C w123, una storia che ci riporta indietro ad un tempo in cui i beni erano realizzati in modo da durare il più a lungo possibile, un tempo in cui si cercava di riparare tutto prima di sostituirlo a favore di un nuovo prodotto. Insomma, all’epoca in cui i grandi marchi conquistavano autorevolezza sul mercato dando prova di essere capaci di creare beni duraturi.

logo mercedes su cofano autoQuesta era anche la filosofia di una casa automobilistica che, da sempre sinonimo di qualità ed efficienza, ha prodotto molte vetture diverse, alcune tra le quali erano un perfetto connubio tra la lunga durata e la bellezza delle forme, altrettanto eterne agli occhi di chi è in grado di farsi rapire dalla loro eleganza. Si tratta di Mercedes-Benz e, nello specifico, delle coupé fabbricate dalla casa della stella a tre punte a partire dal modello di maggior successo: la Classe E nella versione a due porte. Dopo le primissime nate e le stupende creazioni degli anni ’30, gli anni successivi alla seconda guerra mondiale furono caratterizzati dal progresso tecnologico e dal consolidamento ulteriore della fama della casa, di cui la robustezza delle auto è sempre stata il tratto distintivo. Negli anni ’70 le linee delle Mercedes cominciavano a diventare più moderne e i tratti caratterizzanti andavano riducendosi, ma senza mai far venir meno l’eredità formale del marchio. Fu questo contesto storico a dare i natali ad un modello che segnò una svolta nel linguaggio stilistico della casa di Stoccarda (e non solo in quello) conosciuto ai più come serie w123. Bruno Sacco, con il suo ingegno e le sue doti di disegnatore, diede un significativo contributo alla realizzazione della serie w123, che stilisticamente vedeva scomparire i fari verticali ed i proiettori ottici posteriori di piccole dimensioni a favore di fari anteriori e posteriori grandi ed a sviluppo orizzontale. Spiccava l’imponente calandra, richiamo del radiatore dell’acqua esterno, “incastonata” tra i due enormi proiettori anteriori, al di sotto dei quali dominava un importante paraurti in acciaio inox.

Mercedes Benz 230C vista fronte laterale

Della grande famiglia w123 facevano parte la classe E berlina, la Estate (T), la rara Limousine e la bella Coupé (C). Proprio quest’ultima, la più bella seppur forse la meno conosciuta, era deputata a diventare la protagonista di una storia unica  iniziata nel 1979. L’esemplare in questione era destinato ad essere venduto sul mercato tedesco ma, alcuni anni dopo la sua produzione, venne esportato in Italia. L’allestimento privo di aria condizionata e di altri accessori di moda in quegli anni non venne apprezzato dai potenziali acquirenti e dal loro punto di vista i venditori non volevano svendere una Mercedes nuova solo perché datata e priva di alcuni accessori che con gli anni sembravano diventati essenziali nelle automobili di quel segmento di mercato. Nel 1997, al compimento della maggiore età, finalmente qualcuno decise di darle una casa.

Mercedes 230C restauroQuel qualcuno ero io... Sebbene fossi solo un ragazzo ricordo ancora la prima volta che la vidi nel piazzale della concessionaria. Confesso che non è stato un colpo di fulmine: l’età della vettura era chiaramente visibile e tutto ciò che desideravo all’epoca, da passeggero, era un’auto con l’aria condizionata, 4 porte ed i vetri elettrici. Ammetto però che trovarmi di fronte a lei, in una fredda sera di febbraio, mi suscitò un po’ di curiosità. Il giorno seguente, con il sole ed una temperatura più accettabile, la differenza generazionale con le pur datate Alfa 164, Citroen XM, BMW serie 5 e Mercedes w124 parcheggiate accanto era ancora più evidente, ma l’austera bellezza della sua livrea argentata, lo “sguardo” dei suo fari che spiccava su tutti gli altri ed il profumo di nuovo degli interni non lasciavano indifferenti. Non potevano lasciare indifferenti. Con i suoi 630 km all’attivo, gli interni in tessuto ed ecopelle scuri, la radica di noce perfettamente lucida ed il tetto apribile elettrico svettava rispetto alle auto che aveva accanto, già usurate nonostante i pochi anni di vita. Le cromature, davvero tantissime, brillavano al sole ed il lunotto rifrangeva la luce in modo unico, che io paragonavo, nei miei pensieri, all'effetto prodotto da quello delle Chevy Corvette.

lunotto Mercedes epoca 230C w123Da quel giorno sono vari e contrastanti i ricordi e le esperienze che mi legano a quell’auto, ma di certo di lei, che da quel giorno ho considerato un’auto d’epoca meritevole di ogni riguardo, bisogna dire che è un mezzo sostanzialmente indistruttibile dotato di un’eleganza tale da adattarsi ad ogni contesto.Vanta un’impostazione classica ed il motore anteriore, un 4 cilindri in linea da 2.300 cc a carburatori, 8 valvole, sprigiona “la bellezza di 109 cavalli” scaricati sull’asse posteriore. Nonostante il numero inferiore di cavalli rispetto ad altre sue compagne, non era la versione più lenta della categoria: poteva infatti raggiungere una velocità pari a 190 km/h. La velocità non è comunque il suo maggior punto di forza: l’assetto e le sospensioni sono tarate per garantire il comfort di marcia e non certo per divorare le curve con l’aggressività di cui sarebbe capace una creatura di Colin Chapman.

interni lato sinistro Mercedes-Benz 230C

Esternamente la linea risulta pulita ed equilibrata, nonostante il grande impiego di cornici cromate a fini aerodinamici e di deflusso delle acque (la cornice del lunotto è una vera e propria “gronda”). Il frontale è quasi identico a quello della berlina, forse un po’ troppo importante per una coupé, ma il parabrezza è più basso ed inclinato. Il suo profilo migliore è quello laterale: le linee, dal frontale tendenzialmente verticale, si estendono per tutta la fiancata, congiungendosi in una coda lunga e sottile che la rende quasi simile ad una classe E allungata. Le cromature attorno ai finestrini laterali formano un’unica cornice e, come è consuetudine per la gran parte delle coupé di questa casa, il montante centrale è assente e con i finestrini aperti si ha una piacevole sensazione di apertura ed ariosità. Il parafango posteriore a mezza goccia ed il lunotto “avvolgente”, che introducono la coda bassa e sfuggente, sono poi le vere perle della vettura con due, quasi invisibili, accenni di pinne posteriori, posti ai lati del baule. Completano il quadro i cerchi in lega 15 fori originali (ben 5, ruota di scorta compresa) che si adattano perfettamente alla linea della vettura.

230 modello Mercedes-Benz 230C w123-epoca-retro

L’imponente fianco degli pneumatici risulta appesantire un po’ la linea, ma a quei tempi si usava così e presumibilmente, con l’adozione di pneumatici a fascia bianca, le proporzioni risulterebbero migliori. La sensazione di solidità è forte: la portiera, nonostante le molle di ritenuta, è pesante ed il suo spessore, anche escludendo il soffice ed imbottito pannello porta, è degno di nota. In più, nella parte superiore della battuta laterale ed in corrispondenza di questa nella portiera risaltano 2 placche di acciaio inox che aumentano, sin dal primo sguardo, la percezione di solidità. All’interno saltano subito all’occhio ampi sedili, legni lucidi e plastiche di grande qualità. Gli accoppiamenti tra i pannelli sono perfetti, assolutamente all’altezza anche dei canoni attuali. I comandi, pochi ed essenziali, sono disposti ordinatamente e sono agevoli da raggiungere nonostante il “timone” si trovi dove tradizionalmente ci sarebbe il volante. Il comando è molto leggero e le sue grandi dimensioni avvalorano ulteriormente il fatto che sia molto più adatta ad un utilizzo turistico che sportivo. L’interno è confortevole e nonostante le importanti assenze tra gli accessori, c’è qualcosa che è davvero difficile da trovare in un’auto moderna: la grande abitabilità. Mercedes-Benz 230C w123-epoca-interno-posterioreSia nei sedili anteriori sia in quelli, un po’ più sacrificati, posteriori ci si può muovere molto agevolmente e le ampie superfici vetrate ed il tetto apribile amplificano ulteriormente la sensazione di libertà a bordo. Una volta chiusa la portiera, nonostante i vetri dei finestrini siano senza montanti, avviene una sorta di pressurizzazione il cui suono può risultare poco gradevole, ma è senz’altro una conferma della salda tenuta delle guarnizioni. Infilata la chiave nel quadro e ruotata leggermente, il motore prende vita ed il suo borbottio cupo fa scaturire una piacevole sensazione di potenza. I comandi sono morbidi, tranne il cambio a 4 rapporti che frequentemente si impunta, soprattutto se si cerca di manovrarlo troppo rapidamente. Le prestazioni non si possono considerare entusiasmanti, ma, dati tecnici alla mano, ci si aspetterebbe ancora meno da quei presupposti.

Stupefacente è la ripresa di cui è capace: in anni in cui si fa a gara a chi ha più rapporti si rimane stupefatti di come un motore progettato con una concezione ancora antiquata abbia una curva di coppia così possente e quindi un allungo così efficace. In questo non ha rivali: anche in quarta, a 40 km/h, se si affonda il piede sul gas non vi sono esitazioni e si scala il tachimetro con regolarità fino a velocità fuori codice. L’impianto frenante, a 4 dischi e servofreno, è efficiente, ma la sensazione del pedale è un'altra chicca di quest’auto. E non bisogna dimenticare in tutto questo che si tratta di una vettura degli anni ’70. Il comando solido e la corsa breve permettono di modulare la frenata con grande esattezza e questo, in un’auto ancora priva di ABS, è molto utile in caso di fondo stradale scivoloso.

interno lato guida Mercedes-Benz 230C w123-epoca

L’assenza dell’ABS e di altri sistemi di sicurezza attiva (nonostante fossero già stati impiegati a quell’epoca nell’ammiraglia Classe S e nonostante gli studi a riguardo della casa di Stoccarda per svilupparli anche per le altre vetture) vengono in parte compensati dalla sicurezza passiva, secondo la concezione di un tempo: “Più è grosso e pesante, meno danni subirà”. Al di là delle battute, è un vero e proprio concentrato di acciai ad alta resistenza e di soluzioni da “sfondamento”: emblematico è l’imponente paraurti anteriore in acciaio inox e gomma che, al suo interno, ha una trave di acciaio a U spessa parecchi millimetri, tipica dei mezzi militari.

Mercedes 230C w123

Grandiosa su strada, comoda e abitabile come poche altre, affidabile, pacata ma non certo lenta e dalle linee eleganti: questa è la Coupé C w123 e questa è l’eredità che ha dovuto raccogliere la successiva w124, anch’essa opera del maestro Bruno Sacco, che ha saputo essere come colei che l’ha preceduta: un pugno di ferro in guanto di velluto.

Ringraziamo nuovamente il nostro amico Antonio per il suo bellissimo contributo e la storia della sua fantastica auto. Se anche voi volete contribuire alla crescita del nostro blog dedicato alle nostre auto d'epoca inviateci le vostre storie, racconti e aneddoti che vi legano alle vostre amate auto.