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L’eleganza è… Mini : la storia di un piccolo grande mito

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Alla fine degli anni ’50 , complice la scarsità di benzina e i prezzi elevati della poca di cui si poteva disporre a causa della crisi di Suez, spopolavano le microvetture.  L’ Isetta registrava un boom di vendite in Gran Bretagna  e il presidente della British Motor decise di ricorrere immediatamente ai ripari e strappare alla BMW una fetta di mercato. Fu così che affidò ad Alec  Issigonis il compito di realizzare una microvettura a 4 posti che potesse montare il motore a 4 cilindri della Austin 35.

mini mini minor mini cooperLa sfida fu accolta e diede origine ad una vettura innovativa che sarebbe diventata uno dei simboli dell’industria automobilistica inglese: la Mini.  Il suo nome non è sempre stato questo (in origine infatti era denominata dai nomi dei brand che la producevano Austin Seven e Morris Mini-Minor), ma è con questo nome che è diventata un’icona. La caratterizzavano la trazione interiore, la disposizione anteriore-trasversale del motore ed il cambio posizionato sotto ad esso. Un perfetto equilibrio di spazi per poter condensare in soli 3 metri eleganza, modernità e consumi ridotti. Sospensioni a ruote indipendenti  con elementi elastici in gomma e ruote da 10 pollici completavano le dotazioni di una vettura in cui i piccoli spazi non erano mai un limite bensì una nuova opportunità. Opportunità che venne subito compresa, dopo un primo momento di difficoltà. Agilità e tenuta di strada la rendevano molto competitiva in città alla presenza di piloti esperti, sebbene i guidatori alti dovesserlo guidare con le gambe divaricate. Per sfruttare al meglio gli spazi lo sportello del vano bagagli, ridotto anche dalla presenza in esso del serbatoio del carburante, era ribaltabile verso il basso e permetteva di trasportare anche bagagli più ingombranti.

Paddy Hopkirk and Henry Liddon in the Mini Cooper at the Rallye Monte Carlo 1964Allontanato in parte lo spettro della crisi petrolifera, gli anni sessanta videro l’uscita di una Mini in versione famigliare, con portellone a doppio battente e listelli in legno. In questo decennio venne sviluppata anche una vettura a tre volumi e finalmente anche le piste da rally videro scendere in lizza la piccola regina. Dalla collaborazione fra Issigonis e Cooper, designer e costruttore di auto per la Formula Uno e per i rally, che aveva intuito il potenziale di questa vettura, nel 1961 era nata una Mini adatta alle competizioni: la mitica Mini Cooper. Nel gennaio del 1964 la Mini Cooper S, con il numero 37 sulle fiancate, si impose per la prima volta nella più celebre competizione rallistica, il Rally di Montecarlo.  Il pilota nordirlandese Patrick “Paddy” Hopkirk con il suo navigatore Henry Liddon stupirono pubblico e avversari conquistando il gradino più alto del podio grazie all’abilità dell’equipaggio e alle caratteristiche tecniche della vettura.

L’avventura era destinata a continuare…  Nel corso degli anni videro la luce la Mk2, la Mk3, la mitica clubman degli anni ’70 e le Mini classiche si presero la loro rivincita negli anni successivi. Anche l’Italia ebbe una parte importante nella fabbricazione: l’ “Innocenti” di Lambrate, su loro licenza, produsse infatti fra il 1965 e il 1975 la “Innocenti Mini”. Queste vetture lasciavano intravedere tutta la passione italiana  per i dettagli e per le rifiniture e presentavano il servofreno in tutti i modelli cooper, indipendentemente dalla cilindrata.

Con l’avvento degli anni 2000 si è aperto un nuovo capitolo per la storia della Mini, che è stata acquisita dalla BMW. In 41 anni più di 5 milioni di Mini hanno solcato le strade di tutto il mondo regalando a questa vettura diversi riconoscimenti fra cui quello di “Automobile del secolo” datole da Autocar Magazine nel 1995. Questo passaggio ha portato con sé un bagaglio ricco di esperienze, passione, dedizione e studi per offrire il miglior prodotto possibile in uno spazio limitato.

mini mini-minor mini cooperPer porre solide basi per il futuro è importante guardare agli insegnamenti del passato: la nuova Mini non potrebbe esistere senza l’intuizione di Issigonis e senza tutto il contesto che l’ha resa unica.  Così unica che ad aprile 2017 al Grimaldi Forum di Montecarlo sono state presentate 100 Mini Remastered by David Brown Automotive, capaci di combinare l’icona del passato alle innovazioni tecniche del presente. Basta dire Mini per evocare un mito.

Ora non vi resta che affidare la vostra Mini all’esperienza ed alla professionalità di Simet e vedrete quante attenzioni le riserveremo per farla tornare a risplendere. Alcuni si limitano a pulire l’apparenza, noi siamo in grado di pulire l’anima. Contattaci e raccontaci la tua storia, insieme individueremo un progetto personalizzato per effettuare una pulizia completa delle scocche della tua auto e per soddisfare ogni tua esigenza.

Qui Sotto la mini di un nostro lettore appassionato che ci scrive:

"Mia moglie si è innamorata una decina di anni fa di una Mini Cooper vista abbandonata nel cortile di un meccanico della provincia di Verona. L'abbiamo presa subito e avendo bisogno di parecchie cure meccaniche l'abbiamo fatta sistemare un po' alla volta. Purtroppo però col passare del tempo i nostri risparmi l'abbiamo praticamente abbandonata; (per problemi di causa maggiore) ma non vogliamo separarcene sperando in tempi migliori..."

Siamo certi che il nostro amico riuscirà col tempo a ridare una nuova fiammante vita a questa piccola grande auto !!

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